Ormai le stagioni non esistono più, dall’insopportabile afa estiva si è passati quasi direttamente ad un clima pre-invernale che domani sera a Cornaredo metterà a dura prova gli ultras perennemente a torso nudo del Basilea, i quali si aiuteranno con qualche birra (due al massimo, ma racumandi) per evitare l’inevitabile, ossia un influenza che ti rovina l’esistenza per alcuni giorni.

Ma veniamo al calcio giocato, vogliamo analizzare alcuni spunti di pubblico dominio delle ultime settimane, esponendovi il nostro punto di vista, il tutto in ordine sparso senza forzatamente un filo logico.

LA PARTITA CONTRO LA CORAZZATA BASILEA

Il Lugano ospiterà il Basilea con l’ambizione di essere la prima squadra ad infliggere una sconfitta alla capolista, ce la farà ? E perché no!

Certo, ad una prestazione perfetta andrà abbinata una serata parzialmente negativa dei Renani, i quali pur se presumibilmente faranno un leggero turn over, dispongono di una rosa le cui seconde linee sarebbero titolari in qualsiasi altra squadra di Super League!

Ma perché non provarci ? I Bianconeri, specialmente a Cornaredo, si sono dimostrati molto solidi , e dopo le due scoppole ai danni di Lucerna e Vaduz ad inizio campionato quando la squadra era ancora in rodaggio, dallo stadio Luganese non è passato più nessuno!

Due vittorie (contro Sion e Grasshopper), due pareggi (con Losanna e Young Boys), 8 gol fatti e appena 2 subiti (Salvi è imbattuto tra le mura amiche da oltre 180 minuti), perché la prossima squadra a lasciarci le penne non potrebbe essere il Basilea ?

LA DIFESA A 3

No grazie, magari più tardi… foss’anche solo perché, prendendo in prestito una frase dall’hockey su ghiaccio, “never change a winning team”.

Da una parte, come affermato dal Presidente Renzetti in maniera molto cinica, effettivamente provare in una partita ufficiale dove la squadra non ha nulla da perdere un nuovo sistema potrebbe anche essere una sorta di “azzardo calcolato”, senza poi dimenticare che una mossa simile potrebbe anche spiazzare gli avversari.

Tuttavia, noi crediamo che la partita contro il Basilea riveste un importanza fondamentale per il Lugano, che va ben oltre il risultato finale. Una prestazione di livello, anche se magari si esce sconfitti, potrebbe realmente dare il “la” ad un ultima parte prima della sosta invernale piena di soddisfazioni!

Mentre una prestazione di basso livello, magari culminata con una netta sconfitta, potrebbe significare un duro colpo all’autostima della squadra, e con una classifica tanto corta significherebbe rischiare parecchio.

Poi certo, con il senno di poi, se nostro nonno era un uccello noi staremmo sugli alberi a cinguettare (e grazie a dio senza Twitter!), ma con il senno di … prima, riteniamo sarebbe troppo azzardato cambiare il modulo proprio per una partita così delicata, e questo al di la del fatto che gli esperti sono divisi tra loro sul fatto che questa squadra possa giocare con la difesa a 3 dati gli elementi a disopsizione.

Noi riteniamo da una parte che, quando i giocatori sono bravi, riescono ad adattarsi a tutti i moduli, ma anche che per una squadra strutturata come il Lugano il modulo ideale sia quello attuale.

Fatichiamo a concepire Alioski con libertà di muoversi dietro ad un attaccante, quando la sua incisività è più utile sulle fasce, dalle quali riesce sempre a creare occasioni e saltare l’uomo godendo anche di più metri a disposizione.

Non riusciamo ad immaginare Aguirre o Mizrachi quali esterni in un 3-5-2 che di fatto dovrebbero assumere ruoli molto difensivi, e tali doti di corsa ed adattamento al ruolo di esterno in questo caso, a Lugano le intravediamo unicamente in Padalino, il quale però a questo punto della sua carriera difficilmente riuscirebbe a reggere tale ruolo per molto tempo…

Ovviamente sarebbero gli attuali terzini ad occupare tali ruoli, ma rendendo a nostro avviso il Lugano molto meno incisivo in attacco.

Significherebbe inoltre privarsi delle geometrie di Piccinocchi in mezzo al campo, in quanto con una difesa a 3 servirebbe un giocatore decisamente più incisivo fisicamente lì al suo posto, e privarsi in questo momento di uno dei giocatori con la migliore visione di gioco ci sembra un pò un azzardo.

Poi certo, queste sono opinioni, e certamente il bravissimo Andrea Manzo sa meglio di chiunque altro se, e quando, eventualmente tentare un cambiamento tanto radicale. E ne siamo certi, se lo farà, significherà che la squadra è pronta.

Infine… de gustibus! Noi preferiamo un calcio all’inglese, fatto di velocità, ripartenze, intensità… ed un modulo 3-5-2 si avvicina di più al modello Italiano, che farà la gioia di molti ma addormenta gli altri…

IL GRUPPO

Non passa intervista, non passa un giorno, senza che gli elementi del Lugano sottolineino la solidità del gruppo, e questo è un tocca sana per sensibili orecchie del tifoso Bianconero… finalmente anni di polemiche, anche nelle annate più favorevoli, sembrano aver lasciato spazio ad un unità d’intenti come raramente si è vista dalle parti di Cornaredo.

Il merito di questo è da attribuire a nostro avviso a vari fattori; l’allenatore in primis, che si è dimostrato molto intelligente non solo tatticamente, ed è stato capace di far sentire parte del gruppo anche quegli elementi meno utilizzati (la partita di Rouiller contro lo Young Boys, ne è fedele testimonianza).

Il Presidentissimo Renzetti in segundis, il quale anche aiutato dai risultati positivi, sembra finalmente vivere con maggiore serenità il suo ruolo. Pungente quando serve, psicologo quando necessario, focoso quando utile.

Infine, ma non ultimo per importanza, un gruppo di ragazzi che lavora sodo e con un unico obiettivo, lasciando da parte i potenziali rancori personali per lasciare via libera all’intelligenza, e la consapevolezza che quest’annata può davvero essere utile per tutti!

IL CARATTERE

Il Lugano non ha mai perso due partite consecutive in stagione, il che è un sintomo molto significativo sul carattere dei giocatori, che consapevoli dei propri mezzi riescono a metabolizzare piuttosto semplicemente una sconfitta.

CONCLUSIONE

La classifica è molto tirata, l’ultimo posto in classifica dista unicamente 5 punti… eppure non vi è nessun segnale d’allarme, semplicemente una giusta cautela che invita all’ottimismo.

Non è mai successo, dalla nascita della Super League, che una squadra capace di conquistare 15 punti in 11 partite sia poi retrocessa, e questo vuol dire tutto o anche niente… ad esempio l’Aarau, nella stagione 2014/2015 conclusa con la retrocessione, dopo 11 partite di punti ne aveva conquistati 14… tanti quanti il Neuchâtel Xamax nella stagione 2003/2004, conclusa poi con lo spareggio di promozione/relegazione vinto.

Quindi Lugano, avanti così, che il pubblico apprezza! Poi sicuramente, se lo stadio tornasse anche a riempirsi sarebbe fantastico per i Bianconeri, ma ogni cosa al suo tempo, noi siamo certi che anche i tifosi più “freddi” sentano il loro cuore scaldarsi in questo momento… e sentiranno un giorno il richiamo dello stadio!